Creare un'esposizione bilanciata a criptovalute e blockchain: il quadro 40/30/30 per un comparto dedicato a criptovalute e azioni
Principali insegnamenti
- La maggior parte degli investitori trascura parte delle opportunità di investimento offerte dalla blockchain concentrandosi sulle azioni o direttamente sulle criptovalute. Combinando entrambe è possibile cogliere una gamma più ampia di fattori determinanti per il valore nell'intero ecosistema.
- L’allocazione 40/30/30 applica un modello semplificato di ottimizzazione media-varianza per creare una combinazione diversificata di esposizione diretta alle criptovalute e azioni blockchain, offrendo un profilo di rischio-rendimento bilanciato.
- Storicamente, aggiungere il comparto blockchain 40/30/30 a un portafoglio tradizionale 60/40 ha permesso di migliorare i rendimenti, potenziare la performance aggiustata per il rischio e mantenere un controllo rigoroso sul rischio di ribasso.
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Con l'accelerazione dell'adozione della blockchain, gli investitori cercano esposizione sia al potenziale dirompente delle criptovalute sia alla popolarità, tra le istituzioni, delle società che integrano tale tecnologia. In un recente post abbiamo esplorato i ruoli complementari che le criptovalute stesse e le azioni blockchain svolgono all'interno del più ampio ecosistema degli asset digitali. Ora facciamo il passo successivo: progettare un portafoglio illustrativo combinato che copra l'innovazione blockchain nella sua totalità, includendo sia criptovalute che azioni quotate.
Perché allocare a un comparto dedicato a blockchain e criptovalute?
La tecnologia blockchain sta ridefinendo sia i settori centralizzati che quelli decentralizzati. Che si tratti di protocolli, come Bitcoin ed Ethereum, o di società quotate che promuovono l'innovazione nei pagamenti, nella custodia e nelle infrastrutture, i fattori macroeconomici che sostengono questo tema sono innegabili.
Sebbene le stesse tendenze strutturali alimentino sia le criptovalute che le azioni blockchain, esse riflettono profili di investimento diversi:
- puntare direttamente sulle criptovalute consente di ottenere un'esposizione ad alto beta all'adozione della rete e alla tokenomics, ma con una maggiore complessità analitica;
- le azioni blockchain offrono accesso attraverso modelli di business tradizionali, ovvero società che generano ricavi, con caratteristiche di investimento familiari, che utilizzano la blockchain nell’ambito di casi d'uso reali.
Ciascuna di esse attinge all'economia blockchain attraverso diversi canali di accumulo di valore. Entrambe sono legate all'adozione delle criptovalute e della tecnologia blockchain, ma i fattori che le guidano sono fondamentalmente diversi e offrono esposizioni di investimento unicamente complementari.
Un mix di opportunità diverse
Una combinazione accuratamente studiata consente agli investitori di costruire un comparto diversificato che coglie le diverse sfaccettature del dirompente potenziale della tecnologia blockchain. Trova un equilibrio tra l’opportunità potenzialmente offerta dall'elevata crescita dei token digitali e la creazione di valore basata sui fondamentali delle aziende che adottano tale tecnologia. Questo approccio poliedrico riduce il rischio di un'eccessiva concentrazione in un singolo segmento dell'ecosistema e offre un'esposizione più completa all'intera catena del valore della blockchain. Tuttavia, molti investitori si concentrano solo su una parte del tema, perdendo opportunità significative in aree complementari.
Il bitcoin offre esposizione a un asset non sovrano sulla base della tesi che lo vede come “oro digitale”. Può fungere da copertura macroeconomica e riserva di valore in un'epoca di aumento del debito e svalutazione monetaria.
L'esposizione alle altcoin (es. Ethereum e Solana) consente di partecipare a piattaforme di contratti intelligenti ed ecosistemi decentralizzati. Tali piattaforme sono alla base di innovazioni fondamentali, come la finanza decentralizzata (DeFi), le reti di infrastrutture fisiche decentralizzate (DePIN), l'identità digitale e altre applicazioni del Web3. I protocolli sono livelli programmabili che consentono alle attività economiche native digitali di funzionare direttamente sulla blockchain.
Le azioni blockchain rappresentano investimenti in infrastrutture e integrazione, con modelli di business tradizionali che spesso generano già ricavi. I miner come Marathon Digital, Riot Platforms e IREN Limited proteggono la blockchain della rete Bitcoin, ricevendo ricompense dei blocchi e commissioni di transazione. Gli exchange e le depositarie come Coinbase e Swissquote forniscono le infrastrutture necessarie per l'adozione di massa e l'accesso istituzionale, arrivando addirittura a sfruttare la tecnologia DeFi nei loro servizi1. Innovatori fintech come PayPal e Circle stanno sviluppando infrastrutture di pagamento basate su blockchain2, mettendo in discussione le reti tradizionali. Istituzioni finanziarie come Robinhood3 e Broadridge4 sono all'avanguardia nella tokenizzazione degli asset per migliorare l'efficienza, la trasparenza e la distribuzione.
Insieme, queste società quotate fungono da ponte tra l'innovazione decentralizzata e l'implementazione su scala istituzionale. Inoltre, offrono agli investitori la possibilità di accedere al tema utilizzando un formato familiare. Se combinate con un'esposizione diretta alle criptovalute, formano una coppia potente.
Un quadro semplice per la costruzione
Ecco un esempio illustrativo di un portafoglio blockchain bilanciato:
- 40% di azioni blockchain
- 30% indice ampio di criptovalute investibili (es. CoinDesk 20)
- 30% di bitcoin
Figura 1: Allocazioni nel comparto delle criptovalute e look through

Fonte: WisdomTree, CoinDesk, al 5 giugno 2025.
Pensate a una struttura su più livelli: i titoli blockchain costituiscono la base (40%), offrendo diversificazione nei modelli di business e visibilità sugli utili. Il livello successivo (30%) coglie le tendenze dello spazio delle criptovalute attraverso un indice investibile e con limiti di esposizione, come il CoinDesk 20. Infine, un'allocazione dedicata al bitcoin (30%) risolve il problema della sua sottoponderazione nell'indice con limiti di esposizione e offre la possibilità di compiere scelte strategiche a favore di altri asset, sulla base delle opinioni degli investitori.
Questa struttura consente di ottenere tre risultati:
1. offre un'esposizione diversificata e completa alle criptovalute, allineandosi alla ponderazione per capitalizzazione di mercato;
2. fornisce agli investitori la flessibilità necessaria per allontanarsi dall'esposizione basata sulla capitalizzazione di mercato, consentendo di modificare l'allocazione al bitcoin (sostituendola con altri asset per ottenere una “sovraponderazione” rispetto all'indice);
3. trova un equilibrio tra il beta ampio e diversificato delle criptovalute e i fattori trainanti, distintivi e specifici delle singole società presenti nelle azioni blockchain.
Questo approccio a più livelli non solo è intuitivo, ma anche avvalorato dai principi alla base della teoria del portafoglio. La moderna teoria del portafoglio suggerisce che quando due asset non sono correlati, le ponderazioni che massimizzano lo Sharpe ratio sono approssimativamente proporzionali al rapporto tra rendimento atteso e varianza. Sebbene le criptovalute e le azioni blockchain non siano non correlate, questo quadro fornisce un utile punto di riferimento. Storicamente, suggerisce di allocare il 37% alle azioni e il 63% direttamente alle criptovalute, che corrisponde all'incirca al nostro approccio 40/30/30.
Tuttavia, all’aumentare della correlazione, una quota maggiore viene destinata al comparto con lo Sharpe ratio più elevato. Quindi, guardando al passato, ci aspettiamo un’allocazione ancora maggiore a favore delle criptovalute. Guardando al futuro, prevediamo che le azioni blockchain recupereranno terreno5,6. Dall'inizio dell'anno, i rendimenti delle azioni hanno finora superato quelli delle criptovalute di oltre il 10%, registrando al contempo una volatilità inferiore7 (53% annualizzato rispetto al 60% annualizzato), il che le rende candidate a una leggera sovraponderazione rispetto a quanto la storia suggerirebbe. Pertanto, implementare una composizione 60/40 tra criptovalute e azioni attraverso il nostro modello 40/30/30 offre una soluzione bilanciata e diversificata, in linea con i principi dell’ottimizzazione media-varianza.
Cosa significa per un portafoglio 60/40 tradizionale
Una modesta allocazione del 3% al comparto di criptovalute e azioni blockchain del 40/30/30, nell’ambito del tradizionale portafoglio composto dal 60% di azioni e dal 40% di reddito fisso, ha migliorato la performance nel periodo storico compreso tra maggio 2022 e maggio 2025.
- I rendimenti annualizzati sono migliorati dell'1,1% (7,8% rispetto al 6,7%) con un aumento della volatilità pari ad appena lo 0,5%.
- Il drawdown massimo ha visto un aumento contenuto, passando da -12,1% a -12,6%, mantenendo comunque un rigoroso controllo del rischio di ribasso.
- L'information ratio (IR), pari a 0,93, evidenzia un forte rendimento in eccesso per unità di tracking error.
- Lo Sharpe ratio è migliorato, passando da 0,28 a 0,39, evidenziando rendimenti aggiustati per il rischio migliori.
Figura 2: Performance storica di un'allocazione del 3% al comparto di criptovalute 40/30/30 rispetto a un portafoglio tradizionale 60/40 con l'1% di bitcoin

Fonte: Bloomberg, per il periodo compreso tra il 31 maggio 2022 e il 31 maggio 2025. Portafogli ribilanciati ogni tre mesi. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
Molti di questi vantaggi derivano dalla diversificazione dei fattori di rendimento e crescita specifici di ciascun comparto. Sebbene le criptovalute e le azioni blockchain siano di per sé altamente volatili, il 40/30/30 riduce la volatilità complessiva fino al 20% rispetto ad alcuni asset isolati, come Ethereum. Questo attenua il rischio idiosincratico preservando però il potenziale di rialzo e offrendo agli investitori un'esposizione ampia ed equilibrata all'ecosistema blockchain. L'effetto della diversificazione è uno dei principali motivi alla base del miglioramento dello Sharpe ratio osservato nell'analisi storica.
Figura 3: Volatilità annualizzata storica

Fonte: Bloomberg, per il periodo compreso tra il 31 maggio 2022 e il 31 maggio 2025. Blockchain Equities Index rappresenta il WisdomTree Blockchain UCITS Index. 40/30/30 rappresenta la performance del comparto di criptovalute e azioni blockchain, composto per il 40% dal WisdomTree Blockchain UCITS Index, per il 30% da Bitcoin, e per il 30% dal Coindesk 20 Index con ribilanciamento trimestrale. La performance storica non è indicativa di quella futura e qualsiasi investimento può diminuire di valore.
Conclusione
La blockchain sta trasformando rapidamente il settore finanziario, i pagamenti e le infrastrutture di dati, entrando di diritto tra le tecnologie più dirompenti del prossimo decennio. Un'allocazione equilibrata tra criptovalute e azioni blockchain offre un'esposizione completa a quest'evoluzione. Combinando token nativi digitali con aziende che generano ricavi, gli investitori possono puntare a cogliere l'intero potenziale dell'economia blockchain senza dover scegliere tra le due opzioni.
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