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L’incertezza politica in Europa e i rischi sui mercati finanziari sono – per ora - finiti. Una coalizione di governo guidata dai liberali in Olanda, saldamente allineata all’agenda UE della Germania, e un Presidente europeista in Francia hanno sbaragliato il sentiment populista/estremista preservando lo status quo. Inoltre, le elezioni tedesche di settembre non dovrebbero riservare nessuna sorpresa, con Angela Merkel in testa ai sondaggi e i Socialdemocratici di Martin Schulz al secondo posto. E’ improbabile che l’Italia vada alle urne prima del 2018.
I mercati azionari, rappresentati dagli indici MSCI Europe ed Euro STOXX 50, hanno in genere seguito trend positivi toccando massimi pluriennali a metà del mese di maggio di quest’anno. Contemporaneamente, gli investitori hanno affrontato un contesto propizio in termini di volatilità, sia nel caso della volatilità realizzata rimasta a livelli bassi che nel caso dell’Euro STOXX 50 Implied Volatility, in ascesa solo di recente a causa dell’inasprimento delle tensioni geopolitiche. Il quadro macro-economico europeo è rimasto favorevole al segmento azionario, con una rinnovata attenzione sulla crescita sottostante più forte e un rischio politico contenuto rispetto al primo semestre del 2017. Tuttavia, come mostrano gli ultimi eventi di mercato, gli investitori hanno tutte le ragioni per prendere in considerazione strumenti efficienti che li aiutino a gestire il rischio complessivo del portafoglio.
Il segmento obbligazionario occupa da diversi anni un ruolo centrale nei portafogli degli investitori europei, con allocazioni che nel 2016 si attestavano in media al 51%. Perfino in un contesto in cui i titoli governativi nazionali segnano rendimenti bassi o negativi le allocazioni sono rimaste complessivamente elevate. Al momento gli investitori in titoli sovrani dell’Eurozona sono eccessivamente focalizzati sui rischi correlati alla fine dell’allentamento quantitativo e sull’eventualità di un rialzo dei tassi d’interesse nel 2018.